Schede d'archivio per la storia di Primiero

Le strade (e perciò i passi) da/per Primiero aspettano il loro storico. I collegamenti (viari, ma anche fluviali, funiviari e telematici) e i transiti sono, ancor prima degli insediamenti, momento di interazione tra interessi umani e realtà territoriali. Primo fra essi, lo Schenèr (un tempo passo e oggi gola) secolare trait d'union e barriera con la pianura veneta. Ugo Pistoia rintraccia qui una delle prime testimonianze dell'attenzione della Serenissima verso i traffici che avevano luogo lungo questa strada di confine.

L'AUTORE

UGO PISTOIA vive e lavora a Fiera di Primiero. Si occupa di storia sociale ed ecclesiastica del Medioevo.

Il documento che qui presentiamo sembra confermare le tendenze più recenti della storiografia che, superando un approccio meramente fenomenologico allo studio delle vie di comunicazione, rendono possibile un’analisi particolareggiata dei poteri esercitati sulle strade e sui territori da esse attraversati e che da quelle traevano molto spesso giustificazione e spesso linfa per il loro rafforzamento.(1)

In questa direzione ci sembra vadano lette anche le acute osservazioni relative alla valle di Primiero contenute in un recente studio che riguarda tutto il Trentino bassomedioevale, i suoi sbocchi verso il Tirolo a nord, verso la pianura a sud e gli itinerari intervallivi.(2)

E’ noto come i collegamenti della valle di Primiero verso nord fossero garantiti dalla strada che attraverso il passo Rolle conduceva in val di Fiemme e in val di Fassa. Di questa arteria - che era e a lungo rimase secondaria - abbiamo testimonianze indirette ma inequivocabili per tutto il XIII e il XIV secolo. Derivano quasi tutte dalle attestazioni riguardanti la nascita e lo sviluppo dell’ospizio di S. Martino di Castrozza.(3)

Dei collegamenti con Feltre abbiamo notizie dirette all’inizio del XIII secolo, in particolare da un documento del 1206. Dal quale apprendiamo che i cives feltrini si erano impegnati solennemente davanti al vescovo della città, signore territoriale anche di Primiero, a tenere aperte le strade che portavano verso la valle di Primiero al fine di garantire la viabilità ordinaria e quella legata in particolare agli scambi commerciali.(4) Il contenuto del documento è confermato nel 1316 da Albrighetto Cortusi, podestà di Feltre, su richiesta del comune generale di Primiero.(5) La signoria dei da Camino che da qualche decennio è esercitata sulla città e sul suo territorio, non ha evidentemente mutato i rapporti di forza tra il comune cittadino e l’agguerrita comunità di valle. E che Primiero goda di particolari franchigie nei confronti di Feltre è ribadito l’anno successivo dallo stesso Guecello da Camino, capitano generale di Feltre e Belluno concede agli uomini del comune di valle di importare liberamente ogni genere di granaglie e di vino e di ogni altro alimento, in deroga agli statuti di Feltre.(6)

La strada che da Primiero porta a Feltre torniamo ad avere notizia esplicita il 21 ottobre 1386. Sigismondo di Starkenberg, nobile tirolese capitano di castel Pietra per conto dei duchi d’Austria nell’orbita politica del quale Primiero gravita già dal 1373, scrive a Vallerano vicario carrarese per Feltre e Belluno per ricordargli l’impegno di tenere aperta la via di comunicazione "ut nostri et vestri mercatores possint et valeant ire et redire securi".(7)

Infine la testimonianza del documento che riportiamo in appendice. Dal 1404 per un breve periodo e dal 1420 definitivamente (fino al 1797) la strada di cui parliamo è porta di comunicazione tra la contea tirolese e la terraferma veneta, varco di un confine ormai stabilizzato,(8) simbolicamente e concretamente rappresentato nelle due fortezze, rispettivamente della Bastia per la parte imperiale e di castel Schenèr per la parte veneziana delle quali si hanno notizie almeno dal 1493.(9) L’attenzione delle autorità veneziane verso questa strada non è casuale: la valle di Primiero è, a metà del ‘400, alla vigilia della fase alta del ciclo produttivo minerario nel quale magna pars sono proprio mercanti e imprenditori veneziani. Non va poi dimenticato il fatto che da tempo è iniziato su larga scala il commercio di legname, la cui durata, a differenza di quanto succederà per l’attività estrattiva, si misurerà col metro dei secoli e non su quello dei decenni.(10) Rapporti di buon vicinato e esigenze commerciali dunque sono alla base dell’intervento ducale che, sia pure in un contesto politico mutato rispetto a due secoli e mezzo prima, torna a ribadire antichi diritti. Al massimo funzionario veneziano in città, Tommaso Minotto(11) il doge Pasquale Malipiero(12) ricorda che la strada che da Feltre porta in Primiero versa in cattive condizioni al punto di impedire e rallentare ogni tipo di transito. Il podestà dovrà quanto prima intervenire affinché la strada sia riparata: successivamente la stessa dovrà essere riattata e mantenuta continuativamente lungo tutto il tracciato che si snoda in territorio veneto. Secondo le parole di Pasquale Malipiero, Baldassarre di Welsberg signore di Primiero si impegna a fare altrettanto per la parte di percorso che cade sotto la giurisdizione tirolese.

 

 

Appendice

1458 ottobre 23, Venezia

Il doge Pasquale Malipiero ordina al podestà e capitano di Feltre Tommaso Minotto di provvedere alle riparazioni necessarie e al mantenimento della strada che da Feltre conduce in valle di Primiero.

 

ARCHIVIO PARROCCHIALE DI FIERA DI PRIMIERO, Pergamene, s.A, n° 17, mm. 260x242; la pergamena presenta un taglio di mm 54 nella parte superiore sinistra; alcuni fori di piccole dimensioni non impediscono la lettura; a tergo: Nobilibus et sapientibus viris Thome Minoto potestati et capitaneo Feltri et [...]sucis suis

Pasqualis Maripetro Dei gratia dux Venetiarum etc. nobilibus et sapientibus viris Thome Minoto de suo mandato potestati et capitaneo Feltri et successoris suis fidelibus dilectis salutem et dilectionis affectum. Informati sumus quod strata qua tenditur de Feltro Primarium et de Primario Feltrem male est et tenetur in ordine quod habet impedire et retardare mercatores et alios per eam transeuntes, quod maxime nobis displicit quia redundat ad comune illorum fidelium meorum et mercatorum ac aliorum per eam itinerantuum damnum et incommodum. Quare volumus et vobis expresse mandamus quatenus quod primum solertissime providere debeatis quod dicta strata reparetur continuis temporibus teneatur in ordine ut per ea securus habeatur transitus quantum se extendit iurisdictio mea.(a) Nam semper dominus Baldasar dominus Primarii qui cum magnifico domino comite Goritae Venetias se contulit, se offert illam tenere nunc et in futuris in eius iurisdictione bene in ordine.

Datum in meo ducali palatio, die XXIII octobris, indictione VII, MCCCCLVIII.

Da leggere

• Gian Maria Varanini, Itinerari commerciali secondari nel Trentino bassomedievale in Die Erschliessung des Alpenraums fur den Verkehr im Mittelalter und im der fruhen Neuzeit. L'apertura dell'area alpina al traffico nel medioevo e nella prima età moderna. Historichertagung in Irsee. Convegno storico a Irsee 13-15 IX 1993, Bolzano 1996, pp. 101-128.

Giugno 2000