È ancora possibile dire qualcosa di nuovo attraverso la fotografia di natura?
È ancora possibile evitare la palude del banale e della pedante didascalia?
Nanni Gadenz ci ha provato, verso il 1983, introducendo delle costrizioni tecniche che, nel mentre limitano la libertà d’azione del fotografo, suscitano nuova
immaginazione e liberano da espressioni e formule trite e ritrite.
Le nuove regole, assieme arbitrarie e tassative, sono:

· un unico scatto per ogni inquadratura;
·
una profondità di campo molto ridotta (e quindi una minore quantità di oggetti a fuoco);
·
la foto si deve immaginare tecnicamente perché l’esito si vedrà solo dopo lo sviluppo.

Ne risulta, ogni volta, una tavolozza di luci e colori che riassume luogo (geografico e mentale) e momento (stagionale e del giorno) comunicando all’osservatore una sorta di sintesi di stagionalità e regionalità in qualche modo familiare.
I sempre più rari particolari a fuoco sono testimoni della non gratuità dell’operazione; ma il vero
soggetto del lavoro sono le tavolozze che li contengono. Vi è un deliberato rovesciamento (meglio, un rimescolamento) che rigenera la dialettica sfondo / soggetto.
In definitiva, una nuova lettura dalla quale larici, faggi, felci, ma anche Festuca e Deschampsia (varietà, in genere, considerate poco fotogeniche) rivivono come parti del loro habitat.
Così, come osserva Italo Calvino a proposito delle
contraintes (gli innumerevoli vincoli formali introdotti da Georges Perec nella sua Vita istruzioni per l’uso):

L' AUTORE

NANNI GADENZ
Vive a Primiero, dove è nato nel 1955. Ancorché discendente da tre generazioni di professionisti, pratica la fotografia solo per ricerca professionale.

 

 

 



 

Per sfuggire all’arbitrarietà dell’esistenza Perec come il suo protagonista ha bisogno d’imporsi delle regole rigorose (anche se queste regole sono a loro volta arbitrarie). Ma il miracolo è che questa poetica che si direbbe artificiosa e meccanica dà come risultato una libertà e una ricchezza d’inventiva inesauribili.

(Italo Calvino, 1984)

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dicembre 2000